venerdì 10 gennaio 2014

Bibliopiccola....

Mi piacerebbe fare una piccola rassegna di libri che sto leggendo e ho letto in classe ai miei bambini...Libri che loro hanno amato tantissimo e che hanno anche acquistato.
Io sono fortunata come maestra, perché siamo in cinquantadue a credere quanto sia bello e inalienabile leggere. Leggere per piacere, leggere per conoscere, leggere per prendere in mano un libro profumato e annusarlo, leggere o sfogliare le pagine senza vederle, ma guardandole come se si scoprisse la carta stampata per la prima volta. Sì, siamo in cinquantadue ad amare i libri: i nostri speciali e magnifici bambini di seconda elementare che sono quarantotto e le mie fantastiche e per me insostituibili colleghe...Lorena, Carmelina ed Elena...
A chi legge questo blog, dedico una piccola carrellata di titoli letti con i nostri piccoli poeti!


Le abbiamo lette quasi tutte per gioco e per lezione...Ci ho legato quasi tutto il ripasso ortografico e ci siamo divertiti a scriverne noi alcune con la tecnica del "ricalco", cambiando le parole chiave! 
I disegni sono stupendi...
Lui e io ci siamo innamorati un pomeriggio a Cartamarea...è stato un colpo di fulmine.
Sempre presente nella borsa del "dottore".


Consigliato da Lorenza che non sbaglia mai...
Letto in classe tra mille risate e suoni di meraviglia.



Pillole di divertimento dopo il lavoro o per iniziare la giornata


Anche se il Natale è passato...è un classico intramontabile e posso assicurare che i bambini ne sono rapiti...Almeno i miei 48!
ù



Che meraviglia coccolare i vostri bambini con una lettura come questa: 
"Bocca di sonno cullata dal latte
Miele di sole sugli occhi di notte
Sogni di pane tra morbide fette
Sveglia sorriso sul tè delle sette
Voce mi sveglia, mamma mi chiama
Luce mi spoglia, mi toglie il pigiama
Per uno stupido latte e un dolcetto
Lascio il mio regno di sogno nel letto."

Grazie...




Sto per portarlo a scuola...la memoria passa attraverso il racconto...umano! Una volta era così, mi dispiace parlare per luoghi comuni, ma prima nessuno mai avrebbe pensato di spiegare il reale, passato e presente, ai nostri "uomini che verranno" attraverso i media...Abbiamo delegato troppo!!! Riprendiamoci il tempo e le parole!

Questo lo adoro e lo adorano anche i bambini...Per adulti che hanno sufficiente capacità di messa in discussione e ironia da vendere!!!

Per il momento termino qui...devo scappare dai miei bambini...Ho un bel po' di quaderni che mi attendono...Ma la lista continua...







 "Giornata della Memoria". 



giovedì 19 dicembre 2013

Sempre più convinta...

Se sei convinto di fare scuola in un certo modo, devi armarti di tanto coraggio e portare avanti la tua idea di bellezza...
Io lo sto facendo e mi rendo conto che nelle nostre classi la fretta tiranneggia poco.
A volte qualcuno che non è maestro può pensare che si stia perdendo tempo, ed è quello che la scuola deve saper fare: " perdere" tempo per abbracciare le cose importanti.
Vorrei dire poco, solo amarezza perché Gianfranco Zavalloni non è più tra noi e sarebbe stato un faro per le generazioni di insegnanti che si trovano a fare i conti con il tempo, con la fretta, con i programmi, con l'ansia del quaderno perfetto e pieno di parole...
Parole che spesso restano semplicemente chiuse tra i binari di un foglio di classi prime, seconde, terze, quarte e quinte...
Invece le parole devono anche volare, sì proprio così! Volare e liberarsi nelle classi e fuori di esse, dopo letture di storie, dopo l'ascolto di canzoni, all'inizio di una mattinata grigia...
Le parole fanno bene e quando i bambini sanno che possono averne di buone, qualunque sia la quantità, qualunque sia la forma...si sta camminando verso la conoscenza. 
Io ho due edizioni della Pedagogia, questa e l'altra che è un'edizione ampliata, comperata lo scorso anno.
Molte di voi hanno già letto il libro, ma lo consiglio lo stesso, perché non è solo un libro per "addetti ai lavori", ma una riflessione globale sugli aspetti molteplici dell'essere umano e su quanto il rispetto venga davvero sottovalutato nella nostra epoca.
Sempre di più...
Per questo io  leggo spesso " la pedagogia..." , per riflettere sui miei errori e per non smettere mai di rallentare...né di ascoltare!
Approfitto di questo momento per ringraziare Alice che ci ha regalato una sua poesia sul Natale e mi ha fatto ripensare alla nostra lumaca che lascia la scia...una scia di bellezza!

sabato 14 dicembre 2013

Mi scappa mi scappa mi scappa una storia!!!!

Ciao a tutte...
So che mi date per dispersa, ma sto vivendo un intenso periodo di lavoro e sto cercando di scrivere, in più leggo, anche se in maniera meno continua...
Io lavoro con le parole e con le emozioni, le mie e quelle dei bambini, ma anche quelle delle colleghe con le quali tutti i giorni condivido delle meravigliose giornate di lavoro. A volte queste parole vanno via così velocemente che a fine giornata mi mancano e non riesco a parlare dei miei amati libri!!!
Però ci sono e spero voi guardiate ogni tanto quello che scrivo!
Da molto tempo vorrei parlare di un'autrice di Cesenatico che per me rappresenta una delle tante, piccole e luminose stelle del mio cambiamento di vita, di città, di lavoro...
Lei, sin dal primo mio anno qui, nel 2007, mi ha accolta con un sorriso e mi ha guidata nel mondo della letteratura per l'infanzia. Non solo come autrice, ma anche come narratrice e lettrice, un'altra magnifica presenza che lavora con emozioni e parole.
Tutte voi la conoscete, è Elisa Mazzoli, la nostra cara Elisa che col suo progetto Brio, con le sue storie, con le sue magiche narrazioni per le strade e nei luoghi preziosi del nostro paese - gioiello, si prende cura delle nostre conoscenze letterarie e ci permette di condividere tanta letteratura con i nostri bambini. 
Oggi parlo di due suoi libri, ma ELisa ha scritto e scrive tanto...Mio nipote Matteo che ha un anno e mezzo è già un grande ascoltatore di storie e tra le sue preferite ci sono quelle di Elisa Mazzoli!
Il primo libro del quale voglio parlarvi è "Mi scappa una storia", l'ho scoperto quest'anno in libreria e l'ho portato a scuola a Settembre nelle mie classi seconde...
Non ho ancora finito di leggere tutte le storie, perchè vorrei portarlo con noi tutto l'anno, ma è inutile dire quanto siano "impazziti" di gioia i miei alunni non appena l'hanno scoperto. In molti, infatti, sono corsi in libreria per prenderne una copia. 
Il libro affronta delicatamente molte tematiche care a tutti noi (Spero!), c'è una lettura del reale e delle sue criticità attraverso personaggi legati al mondo dell'infanzia e c'è, cosa fondamentale, sempre la chiave giusta per superare problemi e difficoltà. Questo è un libro specchio, nel quale i bambini possono rispecchiare le proprie ansie, le proprie paure, i propri momenti di rabbia, i litigi con gli amici...il dolore per una perdita, è un libro che parla anche di questo, del vuoto lasciato da chi non c'è più e riesce a farlo nel modo più delicato che io abbia mai letto. 
"Mi scappa una storia" è anche un libro "faro" per noi adulti, che guarda verso i nostri bambini e legge le loro emozioni. Il libro contiene un CD con le sei storie raccontate da ELisa, sette canzoni, una per ogni storia più quella pazza e bellissima introduttiva "Mi scappa una storia" e sette basi musicali...
Ho un alunno molto speciale che si è innamorato della canzone di Mucca Marina e vi giuro che me la chiede tutti i giorni...Io ho la mia borsa da "dottore" con le  magiche "pastiglie-letture"e quando tiro fuori il CD  lo rendo davvero felice!
Anche mia sorella che abita a duecento chilometri da qui ogni tanto, quando mi chiama al telefono, esordisce : - Sei pronta! Sei pronto! Sei pronta! - 
La magia di Elisa...e nel caso delle musiche di Silvio Bertozzi...e nel caso delle illustrazioni di Francesca Assirelli. 




Un'altra sorpresa di Elisa è stata  "Noi"..., un libro che racconta la diversità dal punto di vista di un bambino, Filippo, che percorrerà la strada della conoscenza del suo strano, brutto, goffo compagno Occhione, per caso, per una coincidenza che vede le  mamme dei rispettivi bambini costrette a portarli a scuola durante una riunione con le insegnanti. Filippo dapprima è spaventato, si identifica ancora con il suo gruppo di compagni di classe, siamo in una scuola primaria, che deride e ha paura del compagno diverso, che, non solo si differenzia nell'aspetto fisico, ma ha anche negli atteggiamenti ritenuti bizzarri. 
Occhione compie gesti che sembrano strani, il primo tra tutti è stare solo, non avere un NOI, un gruppo intorno a sé, sicuramente non per sua scelta. Occhione cerca nella terra, scava, ha sempre le mani sporche, non fa gli stessi giochi che fanno gli altri, non corre, cammina a piccoli passi, non sa le cose che sanno gli altri, i NOI, e a scuola prende brutti voti. Occhione non è il modello vincente sul quale devono formarsi i nostri figli sin dalla nascita, Occhione è diverso e nessuno vuole stare con lui.
Così Filippo quel giorno si avvicina e scopre Occhione, scopre che lui sa tante cose, scopre che può insegnarli tante cose, scopre che lui ha il suo stesso nome e una voce sottile che dice tutto, scopre che lentamente il tempo scorrerà e che Filippo, è il nome di Occhione perché Occhione è solamente l'etichetta che gli hanno dato i compagni di scuola, potrà insegnargli i nomi delle stelle, ma ci vorrà tempo, il tempo per Noi. 
Io mi sono commossa quando ho ascoltato la lettura di Elisa al progetto Brio e non ero l'unica, il libro è qui con me, autografato dalla mia amica autrice e spesso lo rileggo e guardo le bellissime illustrazioni di Sonia MariaLuce Possentini. 
Penso alle emozioni dei bambini con disabilità, al loro mondo interiore e vedo...vedo, perché io sono una maestra e vivo accanto ai bambini, tanti, diversi, meravigliosi bambini...
Vedo quanto sia difficile  avvicinare e farsi avvicinare dai coetanei, perché i bambini, i ragazzi, sono proiettati su loro stessi e non hanno il tempo per abbracciare esistenze diverse, non hanno il tempo per rallentare, fermarsi, soffermarsi...
Per questo dobbiamo essere noi adulti a raccogliere la sfida, a credere quanto sia speciale e quanto arricchisca la diversità, non solo quando questa è disabilità, ma anche quando questa è diversità sotto tutti gli aspetti: da quelli culturali a quelli emozionali. 
Questo è un libro luce, andrebbe letto più volte quando scende la notte e Noi adulti dimentichiamo le cose importanti, andrebbe letto quando tutto si muove velocemente e i nostri "uomini che verranno" non hanno il tempo per guardare la vita, l'altro e loro stessi e i molteplici e meravigliosi mondi umani che abitano la terra. 



giovedì 3 ottobre 2013

Vai Achille!!!!

Sono troppo orgogliosa di condividere con voi il successo di una persona a me tanto cara, il nostro sognatore...che è Artista.
Ivan, il fratello di Francesco, ha vinto un concorso indetto dalla Canon partecipando con il suo cortometraggio più bello...
Io amo il cinema e lui per me è nel Cinema!

Bravo Ivan!!!!

Questo progetto è germogliato a Cesenatico, sul balcone di casa nostra, tra tramonti, mattine e serate!


Guardatelo....
http://vimeo.com/channels/canonitalia


AL TERAMANO IVAN D'ANTONIO IL PREMIO 

NAZIONALE DELLA CANON: MIGLIOR VIDEOMAKER

MONTORIESE, 29 ANNI, REGISTA E MUSICISTA, HA VINTO IL CONCORSO "CANON LA GRANDE OCCASIONE"
Immagine Anteprima
di Paola Peluso
Al talento montoriese Ivan D’Antonio, 29 anni, pittore, scultore, musicista, regista, avevamo dedicato a novembre 2012 uno speciale sul nostro mensile “Per Te”. Pochi mesi dopo torniamo, con piacere, a parlare di Ivan: è lui, montoriese doc, ad aver portato Teramo al primo posto assoluto nel concorso nazionale Canon La Grande Occasione. Un concorso prestigioso per chi, come Ivan, lavora con le emozioni usando le immagini. Il cortometraggio “La buona occasione” si è classificato in cima alla lista e Ivan D’Antonio si piazza tra i migliori video maker italiani. Il concorso bandito dalla Canon ha permesso ai migliori videomaker di tutta Italia di ottenere in prestito e girare una clip (massimo 7 minuti) con la Canon EOS C100 o C300: ha riscosso un grande successo e l'iniziativa è stata caratterizzata da una grande varietà e qualità di filmati ammessi alla fase finale. Il corto di Ivan D’Antonio, girato a Teramo su un mezzo pubblico, tra viale Crispi, via Pannella ed altri scorci cittadini, è stato valutato il migliore: Ivan si è aggiudicato, così, il primo premio ossia un kit di ottiche CN-E85mm T1.3 L F; CN-E50mm T1.3 L F; CN-E24mm T1.5 L F. Alle spalle del registra montoriese si sono piazzati Stefano Giovannini (con “Basta con la luna”) e Davide Abate (con “Nowhere”). Il protagonista del corto “La buona occasione” è Achille, un ragazzo sulla trentina che, nonostante il periodo di crisi in cui chi ha un lavoro se lo tiene stretto, decide di lasciare il suo impiego per dare una svolta alla sua vita ormai scandita da una triste routine. Sale a bordo di un autobus di linea, di quelli che vediamo e usiamo quotidianamente tutti noi, ed è qui che, coccolato dagli assidui pendolari diventati ormai amici, trasforma la sua scelta nel cambio di rotta al destino di qualcun altro. Da vedere. La Canon l’ha già premiato. Un talento teramano che cresce. Premio dopo premio. Occasione dopo occasione...

03 ottobre 2013


Petit(e) mais Grande!

Questo è stato un colpo di fulmine.
Estate.
Sono passata in libreria a Cesenatico, Cartamarea...il nome ti coccola già, entri e poi ti perdi nella bellezza dei colori della carta stampata e non solo, la marea delle parole ti porta lontano.
Sono entrata e dopo aver salutato Francesca, ho girato gli occhi verso la vetrina...
"Maestrapiccola", l'ho preso, l'ho sfogliato e l'ho scelto.

Letto subito, sempre al mare, veramente cullata dal vociare delle persone che da sempre mi aiuta a concentrarmi sulle cose...
Allora...dalle maree, dai colori della carta stampata, dal vociare della gente al mare... vorrei consigliarlo a tutti gli adulti!
Sono frammenti di vita vissuta da una maestra di Bologna che ha uno splendido blog omonimo e che ci regala un anno di scuola visto con gli occhi dei bambini...
Da Settembre alle vacanze, pagine e pagine sulle quali gli adulti dovrebbero proprio riflettere, ma non come educatori o genitori, piuttosto come abitanti del mondo, cittadini, custodi degli uomini che verranno...
Questo è un libro che parla...
Un libro da tenere sempre vicino al proprio letto, quelli da riflessione serale, quando tutte le cose che hai detto e non avresti né voluto, né dovuto dire ti presentano il conto, quando uno spaccato di vita reale, può diventare una voce universale.
Grazie maestra piccola

Germinie Lacerteux....la disperata ricerca d'amore di una donna sfortunata

Forse sarà perché la storia è ambientata a Parigi nella seconda metà dell'Ottocento, forse sarà perché sono inspiegabilmente attratta dal Naturalismo francese e da Madame Bovary, forse sarà perché mi ricorda la mia vita all'università, ma Germinie Lacerteux è uno dei miei romanzi preferiti e quando ho scovato una vecchia copia della Biblioteca Universale Rizzoli al mercatino di Cesenatico, non ho potuto resistere, ho abbandonato le letture che stavo facendo e mi sono dedicata per un giorno intero alla magnifiche pagine dei fratelli De Goncourt....
La storia tra me e questo romanzo è molto bella,mi fa ancora sorridere...
Faceva parte di una serie di libri da leggere per un esame di letteratura francese e io ne presi una copia in lingua originale alla biblioteca provinciale di Pescara, la città nella quale studiavo.
In quel periodo cercavo di corteggiare un ragazzo che mi piaceva tanto, dico che cercavo di corteggiarlo, perché tutte le volte che facevo in modo di incontrarlo, che pensavo a una scusa o a un'occasione per trovarmi sulla sua strada, lui non c'era.
Una volta era andato a vedere un concerto, un'altra volta era tornato a casa perché doveva suonare e un'ultima volta, il giorno della biblioteca e di Germinie, era dovuto rientrare dai suoi perché aveva preso la rosolia.
Così io, per ben tre volte, mi ero ritrovata a parlare con il suo coinquilino, che nel frattempo aveva pensato che andassi da loro per cercare proprio lui...
I libri lanciano messaggi!
E io quella volta dei De Goncourt, avrei dovuto capire che era meglio lasciare perdere, uno perché io avevo preso la rosolia a dieci anni e il ragazzo in questione a venti e mentre cercavo in tutti i modi di incontrarlo e due perché la povera e sventurata protagonista del romanzo era stata vittima della vita e dell'amore e, avendo cercato in tutti i modi di tenere legato a sé l'uomo che disperatamente amava oltre la sua stessa vita, aveva violentemente consumato la sua anima e il suo corpo fino alla morte.
E la vita, anche nel momento della morte, era stata così crudele da non offrirle nemmeno la degna sepoltura, o tra le sepolture più indegne, una croce che, nella terra dei corpi di nessuno, dicesse: - Qui giace il povero corpo della sventurata Germinie-. 
I libri lanciano messaggi e io ero troppo giovane, così quel pomeriggio tornai a casa, iniziai a leggere il romanzo, ma non capii che era meglio lasciare perdere il ventenne con la rosolia per il quale provai una sorta di convinto trasporto, che non diventò mai il mio ragazzo, ma diventò un mio amico e che poi si è trasformato in nulla...
Si è dissolto nell'acido della quotidianità.
Questo è un romanzo da leggere tante volte, da sottolineare, è un romanzo dal quale bisogna prendere intere sequenze e riportarle su un quaderno.
La storia è ispirata a un fatto realmente accaduto, pare che i due De Goncourt avessero una serva fedele e adorata della quale scoprirono la doppia, inquietante vita solo dopo la morte. 
I due fratelli ne furono così sconvolti che indagarono sulle vicende della giovane Rosa, la loro serva morta, e da quel personaggio reale venne fuori la doppia vita di Germinie Lacerteux, sfruttata fino alla fine dei suoi giorni dall'uomo che amava e che l'aveva portata a indebitarsi con tutto il paese, che l'aveva privata di tutto, del rispetto del paese, del rispetto di se stessa, della volontà di essere madre, della sua femminilità, dell'orgoglio dei suoi anni, della sua salute. 
La grettezza dell'uomo, che Germinie aveva accudito come un figlio quando era ancora un ragazzino, non riusciva a superare quella della madre, la lattaia, che nel modo più cinico e crudele di sempre, non aveva esitato a spingere il figlio tra le braccia della donna, molto più grande di lui e tanto fragile.
Germinie era affamata di vita e di amore, ma destinata a non placare la sua fame, anche l'amore dei figli le viene strappato dalla crudeltà della sua condizione sociale. Lei era nata povera e sfortunata, non aveva il diritto di migliorare la sua condizione. 
Quando si legge questo libro, i personaggi appaiono come liquefatti nei colori scuri del rosso e del nero, sembra che la durezza dei loro pensieri e delle loro azioni scivolino sulla tela di un pittore fino a renderli irriconoscibili. 
" E se andava per le strade, esplorando la notte, con l'andatura sospetta e furtiva delle bestie che frugano l'oscurità, con l'appetito che cerca la preda. Come uscita dal proprio sesso, era lei ad assalire, a sollecitare la brutalità; abusava dell'ubriachezza, a lei dovevano cedere...
Le due vite di Germinia Lecerteux, p. 186, Biblioteca Universale Rizzoli, terza edizione"

Inutile poi dire quanto magnifiche siano le sequenze descrittive, seguendo le quali, si potrebbe dipingere...

"Quando ritornavano ella voleva risalire sulla scarpata. Non c'era più sole. Il cielo era grigio, all'orizzonte, rosa più sopra, e azzurrastro in alto. L'orizzonte si oscurava; il verde si faceva più cupo, sordo, i tetti di zinco delle mescite assumevano riflessi lunari, fuochi cominciavano a rompere l'oscurità, la folla diventava grigia, e il bianco dei panni stesi si faceva azzurro. Tutto a poco a poco si cancellava, sfumava, si perdeva in un residuo di giorno morente senza colore...ibidem, p. 73"

Mi fermo qui, lo so, le mie non sono vere e proprie recensioni, ma dichiarazioni d'amore verso i libri che leggo, che sono parte di me...è molto tardi e do la buonanotte alle amiche che so che mi leggono, che ogni tanto sbirciano sul blog per vedere se l'ho aggiornato...
Devo parlare di molti libri, ma queste parole d'amore possono attendere, perché possono arrivare solo quando sono pronte e la testa e il cuore di chi le contiene sono liberi da altri pensieri...
Altrimenti si fermano.
Kisses
 

mercoledì 4 settembre 2013

Arrivano!!!!!

Devo parlare di molti libri, ma ho fatto fatica a stare in casa quest'estate!
La mia casa era la spiaggia e questi qui sotto e altri di loro mi hanno fatto compagnia...