mercoledì 10 luglio 2019

Passeggiatore svagato e a momenti curioso scopre "L'assassino" di Federico Fabbri (Les Flaneurs)


Ricomincio a scrivere su questo blog dopo molti anni e grazie a due persone care che mi hanno chiesto di farlo. La mia assenza è stata costellata di sensi di colpa, perché il non portare a termine un progetto nel quale avevo creduto, mi ha fatta sentire un’accidiosa, incapace di essere coerente con le proprie scelte, eppure per mancanza di tempo quei sensi di colpa non hanno sortito nessun effetto concreto, ma l’entusiasmo di due donne che ammiro, sì.

Il primo libro del quale voglio parlare è “L’assassino” di Federico Fabbri e, come mia consuetudine, ne parlo raccontando dell’incontro con queste 401 pagine.
A maggio sono stata al Salone del libro di Torino.
Torino: città che amo di una regione che mi affascina da sempre.
Salone: un sogno che diventa realtà.
Felice mi muovo tra i vari padiglioni, scansando le case editrici che conosco già, alla ricerca di quelle piccole o emergenti, quelle con un sogno appena nato. È così che “incontrerò” tutti i libri che acquisterò durante l’arco della giornata.
Sono nel padiglione numero 1, ho già fatto acquisti, zigzagato tra le persone, avvertito sudori stagionati, presi in mano e annusati centinaia di libri, visti tanti autori conosciuti e meno conosciuti, rallento, mi fermo e leggo: “Les Flaneurs edizioni” e il mio amore per il francese e per la Francia mi fa finalmente indugiare davanti al piccolo scaffale dietro al quale scorgo visi sorridenti e orgogliosi. Io mi sento una “flaneur de noiartri”, per la curiosità che mi spinge a fermarmi e a prendere in mano il libro di Federico Fabbri; lo apro a metà come faccio sempre e tocco la carta che è meravigliosamente liscia e spessa e il font, seppur piccolo per i miei occhi da lettrice e maestra oramai quarantenne da un po’, è chiaro e non spaventa; leggo la trama velocemente e sussurro un “Interessante”, mentre la mia testa ha già deciso di acquistare. Ed è a questo punto che le sorridenti persone dietro al bancone mi informano che è presente proprio l’autore del romanzo, sorridente e solare e con il quale scambio due battute, visto che ho letto che la storia è ambientata a Santa Sofia e io vivo a Cesenatico.
Nell’arco di pochi minuti “L’assassino” è entrato a far parte della mia grande famiglia di libri, con la dedica di Federico che ha una grafia tondeggiante, piccola e a tratti femminile.
Cercando informazioni su di lui, ho scoperto che scrive per sostenere un centro socio riabilitativo di Santa Sofia, un motivo in più, oltre all’originalità dell’intreccio nel quale mi sono persa in queste settimane, per acquistare il suo libro. Inoltre bisogna sostenere le case editrici giovani e coraggiose, come questa, nata nel 2015.
Qui di seguito il link della casa editrice e per quanto riguarda i contatti social di Federico: fate voi, perché io non sono iscritta né a Facebook, né a Instagram.
https://www.lesflaneursedizioni.it/chi-siamo/




“Può un uomo comune trasformarsi da un giorno all’altro in un mostro? Schivo e solitario, Federico Ansaldi conduce una vita tranquilla nel paesino di Santa Sofia, fino al giorno in cui, preso da una furia mai conosciuta, uccide il suo vecchio amico Alessandro. Inizialmente tormentato dal rimorso e dal terrore di essere scoperto, Federico precipiterà ben presto in una spirale di follia, fino a convincersi di avere una missione divina: epurare il mondo da tutti coloro che sono indegni di vivere. Da quel momento in poi il suo progetto si allargherà a macchia d’olio, finendo per coinvolgere persone la cui vita non sarà più la stessa e cambiando per sempre il loro destino. Chi vincerà, alla fine, nell’eterna lotta fra il bene e il male? E, soprattutto, dove si trova il confine fra giusto e sbagliato, fra normalità e follia, fra il lecito e l’illecito? Il male dimora nel mondo, oppure si annida in ognuno di noi, pronto a venire a galla e a ingoiarci se solo allentiamo la guardia? Domande inquietanti, a cui questo romanzo, che sfocia nel surreale, cerca di fornire una risposta che vada al di là del contingente per farsi universale.” (sinossi presa dal libro)




Tutti potremmo essere dei Federico Ansaldi, se le nostre emozioni non fossero a noi conosciute, se non fossimo capaci di riconoscerle, denominarle e di educare quelle più “pericolose”, come la rabbia e la frustrazione. L’autore traccia l’evoluzione tragica e folle di un uomo che dalla solitudine e remissività, si trasforma in un mostro, dapprima accecato dalla rabbia e dall'invidia per l’amico che uccide, poi è convinto di dover portare a termine una missione grottescamente “divina” di pulizia del mondo, tracciando lucidamente un piano surreale. Il protagonista sarà come un veleno per le persone che gli sono intorno e, nel corso delle pagine, Federico l’autore ci farà riflettere sulle emozioni dell’uomo, su molti temi etici e sociali che spesso rifiutiamo di affrontare, perché vissuti come tabù. La rabbia, dove potrebbe portarci? Un’azione vissuta dal singolo come ingiustizia, come “Il male”, cosa potrebbe scatenare?

L’espediente narrativo utilizzato, dalla prima persona per la prima parte, alla terza persona con narratore extradiegetico dalla seconda parte, all’epilogo, permette al lettore di conoscere appieno i pensieri più intimi dei personaggi e di raggiungere con Federico Ansaldi il culmine della follia, senza tabù. 



lunedì 12 gennaio 2015

Le parole curano l'anima...

Ciao a tutte,
a Natale ho ricevuto tantissimi libri e ne sono veramente felice. Tra quelli che mi hanno regalato, il primo che desideravo leggere era "La libraia" e mi sono resa conto che il mio amore a prima vista non era un fuoco fatuo.


 Già la copertina mi piaceva tantissimo, forse perché io leggo in tutti i modi possibili e immaginabili, potrei scrivere il Kamasutra dei lettori, forse perché i libri della foto mi facevano sentire a casa e forse perché avrei bisogno anch'io di qualcuno che mi ascoltasse...
Il libro in sé, comunque, è una piccola e preziosa libreria che contiene tanti riferimenti bibliografici, per cui non stupitevi se durante e dopo la lettura vi verrà voglia di leggere o rileggere i titoli che la libraia consiglia ai suoi clienti per "guarirli". 
Sì, perché ci risiamo, i libri curano o si prendono cura di te...

La storia di Lia è immediatamente chiara, affidata ai servizi sociali sin da bambina, sembra avere un futuro già segnato e scritto e. Le sue numerose fughe e l'abbandono da parte di qualche famiglia affidataria, non fanno altro che alimentare le tempeste che animano il suo cuore. 
Quando le viene offerta un'ultima possibilità, altrimenti rischia di finire in un carcere minorile, entrerà a far parte della sua vita la libraia, figura che Lia stessa, compreso il lettore, faticherà a conoscere se non alla fine del romanzo, quando cominceranno ad aprirsi pagine di libri e strade di comprensione....


giovedì 4 dicembre 2014

Fino alla pioggia incessante dell'autunno inoltrato...

Sono mesi che non scrivo più. 
Ho letto molto, ma il tempo per parlare di libri mi è scivolato via...
Scappato tra le linee impazzite della quotidianità, ma fortunatamente tutte positive.
Tornerò presto a parlare delle mie esperienze con i libri, ma oggi voglio dire Ciao a una persona che fa parte delle pagine del mio libro personale. Una persona della quale conservo ancora una meravigliosa lettera e messaggi di affetto, una mamma stupenda, con la quale ho condiviso per cinque anni i momenti più importanti di crescita del figlio. Una giovane donna, dolce e coraggiosa, così fragile, così bella, della quale conserverò sempre gocce di lacrime che in qualche momento ha condiviso con me. 

" Il tempo che separa gli ultimi istanti di tiepido sole 
  dalla pioggia incessante dell'autunno inoltrato.
  In questo tuo ultimo spazio di tempo
  l'ultima cosa che ho pensato di te è stata
  quanto fossi bella.
  Una mattina, a scuola."


Sei nel mio cuore, lo eri e lo sarai, come Alessia e come Aldo. 


domenica 13 luglio 2014

...e ora parliamo di Kevin

Amo guardare film.
Amo farlo da quando ero bambina, ne guardo tantissimi e da essi spesso scopro che ci sono romanzi da leggere...
La cosa non mi spaventa, non ho paura di aver visto il film prima di leggere un libro, perché sono due piani narrativi completamente diversi. Mi capita di vedere un film che mi piace, più di una volta, poi leggo il libro  guardo ancora il film, fino a quando capisco quanto amore provi il regista per l'opera che ha trasposto sullo schermo e quanto gli attori l'abbiamo fatto proprio. 
Per l'ennesima volta questa cosa è accaduta con il film "...E ora parliamo di Kevin" e dopo tutto il percorso fatto, fino alla lettura del romanzo, faccio veramente fatica a parlarne. Posso dirvi solo che provo tristezza nell'averlo terminato e credo che durante l'inverno lo rileggerò. 
Partirò, per questo, parlando del lungometraggio della regista scozzese Lynne Ramsay.





Nelle prime sequenze del film viene riassunta tutta l'immane tragedia che nel libro si dispiega lettera per lettera. ( Il romanzo è una fitta raccolta di lettere che la protagonista invia al marito Franklin).
Mentre scorrono le immagini della casa di famiglia deserta, e una sequenza in soggettiva ci invita a guardare cosa c'è dall'altra parte della finestra, iniziano a insinuarsi i primi suoni rivelatori dei momenti più cruciali della vita di Eva, la prima donna, come se fosse biblicamente la prima a scoprire altri aspetti della maternità che sembrano negati alle donne dalle sovrastrutture sociali che schiacciano i sentimenti più veri e istintivi della natura umana. Come se ci fosse un solo esempio, universale e perfetto di madre, come se il fatto di diventarlo, spogliasse le donne da altri sentimenti o stati d'animo, per rivestirle di un ruolo che tutti si aspettano.
Magistrale la scena del film nella quale Eva, distrutta dal pianto rabbioso e ininterrotto di Kevin neonato, si ritrova a passeggiare per le vie di New York mentre tutti la guardano con sguardo inquisitorio per quelle urla disturbanti del piccolo. Stremata, decide di riposarsi accostando la carrozzina a una zona di lavori, dove perfino il suono di un martello pneumatico riesce ad alleviare il peso abnorme che sente scenderle addosso giorno per giorno. 
Le prime sequenze del film continuano a sciogliersi sullo schermo in un mare di rosso che vede la protagonista, giovane e non ancora madre, in uno dei suoi lunghi viaggi di lavoro; i suoni si mescolano a quelli del famoso giovedì e questa lunga introduzione viene conclusa dall'immagine della madre che, immergendo il viso nell'acqua di un lavabo per sciacquarsi, diventa il volto del figlio adolescente e torna, poi, il viso di Eva.
In quelle immagini stanno tutte le lettere che Eva scrive a Franklin nel libro che ho appena terminato.
Il romanzo di Lionel Shriver, edito da Piemme, è l'appello che la protagonista fa a tutte le sue forze per coinvolgere il marito, irrimediabilmente perso, nella prima, vera decostruzione della realtà familiare che avevano creato.
Eva, con lucido dolore, ripercorre tutte le pagine di vita scritte con Franklin, Kevin e Celia, la loro bambina più piccola, le ripercorre dalla scelta di vivere la maternità come un altrove mai esplorato, alla perdita completa del suo passato, alla cancellazione definitiva di se stessa, in una continua, terribile guerra tra madre e figlio.
Nel romanzo Eva parla di Kevin al marito, come se glielo potesse presentare per la prima volta, al caro Franklin che per sedici anni anni non è stato consapevole di ciò che la madre aveva imparato a riconoscere giorno per giorno. 

A voi la lettura, le emozionanti quattrocentosettantasei pagine di dolore e di amore di una donna...

giovedì 10 luglio 2014

Me voilà!

Ciao a tutte!!!!!
Per mesi non ho avuto le forze mentali necessarie per scrivere...Ho abbandonato qualsiasi tipo di scrittura che non fosse quella delle dediche ai bambini sui quaderni terminati.
La scuola mi ha preso tante energie! L'anno è stato molto intenso, bello nelle nostre classi, ma abbiamo arrancato sugli aspetti organizzativi quotidiani che oramai affliggono sempre di più le nostre scuole...
Nel mio primo post parlerò del nuovo libro di Elisa Mazzoli che ho consigliato ai nostri bambini come lettura estiva!
Quest'anno ce l'ho fatta! Ho scelto di dare il compito che desideravo avere da ragazzina!
Letture e libera scrittura su un taccuino!
Ovviamente le critiche non sono mancate, inizialmente la cosa mi ha infastidita, ma poi ho pensato a quanto fossi sicura di questa scelta, a quanta fiducia avessi nei nostri bambini e a quanto fosse importante per un maestro scegliere...
E io ho scelto seguendo la mia idea di scuola.
Ho anche riflettuto su quanto io nella vita sia Cassandra, vi ricordate la figlia di Priamo alla quale nessuno credeva? Quella sono io! Soffro della sindrome di Cassandra e vi risparmio molti aneddoti che mi diverto a raccontare continuamente, con gioia perversa, a quanti non mi hanno creduta e che alla fine hanno dovuto ammettere le mie doti da "Profetessa"...
Bene bene...Vado avanti e dedico poche righe alla nostra cara, meravigliosa fatina delle parole che è Elisa.
Ho preso il libro dalle mie amiche libraie di Cartamarea appena è uscito, perché volevo scegliere un titolo che andasse bene per tutti i nostri magnifici 48!
Non sono andata oltre  "Cara tartaruga", perché mentre lo leggevo, vedevo i volti di tutti i nostri bambini e pensavo che sarebbe piaciuto ai miei amanti delle avventure, agli inguaribili indagatori che adorano scoprire i misteri, ai riflessivi che vogliono trovare le cose buone anche nei personaggi che sembrano cattivi, ai super fedeli degli amici che si ritrovano nelle storie che raccontano di legami, ai piccoli scienziati che amano costruire oggetti con tutto quello che trovano, agli scrittori che adorano lanciare e lasciare messaggi...
Sì sì carissime amiche, sembrava scritto per tutti i bambini, ma d'altronde conoscendo Elisa da anni, non avevo dubbi che la sua empatia le permettesse di scrivere un'altra storia che è un' orchestra di emozioni e che suona per tutti loro... 
Ed eccolo qui!!!
con le sue quarantotto pagine di storia e un'appendice informativa davvero interessante. Come sempre i bambini erano entusiasti e curiosissimi di leggerlo e i miei occhi, alla vista di tanta passione, si riempivano di immagini subacquee per l'emozione!
Quando vedi prendere un libro in un certo modo a otto anni, vi giuro che ti senti maestro:  i nostri bambini accarezzavano la copertina, giravano le pagine, osservavano lo strano modo con il quale la casa editrice aveva scelto di numerare le pagine, guardavano le illustrazioni e si soffermavano sulla lettura dell'appendice.

La stessa cosa l'hanno fatta dopo alcune mie letture del libro di Beatrice Masini "La bambina di burro e altre storie di bambini strani". 
Grazie Beatrice! Per l'incontro a Cesenatico, per il libro che mi hai dato e per la tua leggera presenza che abbraccia la gente.
Posso assicurarti che i nostri 48 hanno trovato il tuo libro irresistibile e hanno voluto vedere la mia copia, sfogliarla, immaginare le storie dai titoli...è stato bello concludere la scuola con le tue storie e con libri tra le mani ed è stato bello sentire che in tanti hanno deciso di procurarselo per continuare a leggerlo!




C'è stato un momento in cui mi sono girata e ho visto un bambino leggere una storia di Beatrice e ho provato un tuffo al cuore, l'ho visto grande e lettore. Era seduto e aveva il piede sulla sedia con la gamba piegata e la coscia che fungeva da leggìo, la testa era lievemente inclinata sulla destra, tenuta dalla mano che aveva assunto la forma di elle grazie al pollice e all'indice e al gomito posato sul banco. Aveva l'espressione seria e concentrata, mentre intorno a lui tutto si muoveva e urlava (ricreazione)...

Un'immagine che non dimenticherò mai!

giovedì 30 gennaio 2014

Premio Orbil e altre letture

Ciao a tutte,
ieri sono stata in libreria dalle mie amiche di Cartamarea   e ho trovato due bellissimi albi, oggi ho letto  "Lupo & Lupetto" candidato al premio Orbil 2014, nella sezione Albi Illustrati.
 http://librerieindipendentiragazzi.com/2014/01/13/premio-orbil-2014-i-libri-selezionati/
Guardate il sito, io mi sono già emozionata nel vedere alcuni titoli già letti grazie, lo dirò fino alla sfinimento, alle ragazze di Cartamarea e alla nostra fantastica Elisa Mazzoli! 

Poche righe, perché secondo me quest'albo va scoperto pagina per pagina e con i vostri bambini, ma vorrei descrivere l'atmosfera che c'era nelle nostre due classi. Silenzio. Lo spazio sonoro era tutto per le parole del libro e vi assicuro che i nostri bambini abbracciano il Silenzio solo quando le parole sono buone. Nei loro occhi, commossi, curiosi, colmi di speranza, calmi, sereni, sorridenti, vedevo piano piano le parole farsi emozioni, emozioni uniche, emozioni che appartenevano solo a loro, a ognuno di loro...
Recuperavano nella loro memoria ciò che avevano provato essendo Lupo ed essendo Lupetto.
La paura di condividere spazi, abitudini, emozioni con qualcuno che si vive come un intruso, un fratello, una sorella, un amico o un'amica per i quali siamo stati Mentori nostro malgrado. 
La paura di vederci "rubare" qualcosa di nostro, che non vogliamo dividere con nessuno.
La paura di rivelare, di svelare dei sentimenti che spesso per i bambini sono fonte di sensi di colpa, come la gelosia o quello che viene etichettato come "egoismo" che non è altro che il meraviglioso, imperfetto, unico, ricco di sfumature, Essere Umani.
In questo albo ci siamo NOI, tutti...Ho recuperato anch'io nella memoria il mio essere stata Lupo e Lupetto e ho sentito la mancanza di qualcuno che si è allontanato, che avrei potuto accogliere meglio, amare diversamente, prendere più volte per mano...Qualcuno che ora mi manca, perché siamo cresciute e i nostri alberi si trovano in Paesi diversi, ma da lontano anch'io ho avuto la fortuna, come Lupo, di vedere tornare quel puntino blu. 
Io non dico altro, è un albo dal quale viene fuori tanta magia ed empatia per tutti e due i personaggi e per questo va esperito...fidatevi e magari Raccontatemi!!!






L'altro libro è un vero e proprio atto d'amore verso i bambini, una dichiarazione d'amore verso i nostri "uomini che verranno", affinché questi non dimentichino mai quanto siano parte di un unico e di un tutto e
quanto questo tutto possa essere bello, anche se difficile, proprio grazie a loro....
Semplicemente, parlando direttamente al lettore, l'albo ricorda uno dei doni più preziosi che possiede l'essere umano: la libertà. Da custodire, da proteggere, da esercitare nel mondo, con gli altri e con se stessi. 



sabato 18 gennaio 2014

Per non dimenticare...

Molte di voi l'hanno già visto, ma mi piace citarlo sempre e non mi stanco di guardarlo.
Dalla visione di questo film ho fatto un percorso approfondito sulla strage di Marzabotto e con il nostro vecchio ciclo, in quinta elementare, siamo riuscite a organizzare un' indimenticabile gita nei luoghi dell'eccidio...
Consiglio a chi non l'avesse ancora fatto, la visione di questa chicca  e non aggiungo altro, perché sarebbe bello parlare a visione avvenuta anche degli aspetti formali dell'opera di Giorgio Diritti.

Per riflettere e non dimenticare....





Trailer del film




Meravigliosa la colonna sonora originale di Marco Biscarini e Daniele Furlati, è parte integrante del tessuto narrativo del film, mi direte cosa ne pensate...
















Be', ora vi saluto, ma prima consiglio un altro ascolto di memoria e non solo...

giovedì 16 gennaio 2014

Memoria e altre letture...

Ciao a tutte...
Qui di sotto elencherò due letture che farò in occasione dell'avvicinarsi della giornata della memoria.
Oggi sono stata in libreria dalle mie amiche e mi hanno consigliato due bellissimi libri.

Il primo, dal titolo meraviglioso che sa di speranza. Prima di pubblicare la foto della copertina vorrei fare una riflessione.
La seconda guerra mondiale si è conclusa da molti anni, restano poche memorie viventi e quando non ci saranno nemmeno più i nostri preziosi nonni, sarà davvero faticoso mantenere vivo il ricordo di ciò che realmente significhi vivere un conflitto bellico. Purtroppo oggi siamo molto impegnati a studiare l'inglese per immergerci in quelle che sono le parole della storia, siamo anche molto impegnati ad avere tutto molto in fretta, a fare tutto in fretta, anche a giudicare in fretta. 
Allora io, con fatica lo ripeto, il mio tempo me lo riprendo e soprattutto non lo rubo ai bambini e così, come facevano i miei nonni e la mia maestra (che tra l'altro era un iceberg), racconto ai nostri "uomini che verranno" ciò che è avvenuto durante il secondo conflitto mondiale. 
Ovviamente ogni età ha il proprio linguaggio di scoperta delle cose e questo non va mai sottovalutato. Si deve raccontare nel modo giusto, rispettando i momenti di crescita, ma si deve raccontare.


Copertina del libro




Il secondo titolo "La bambina del treno", mette ancora più in evidenza quanto gli adulti, una volta smessi i panni del bambino, diventino così distanti dal mondo che vedono i piccoli abitanti del mondo...Così come accadeva ne "L'amico ritrovato", " Il bambino con il pigiama a righe", "La vita è bella",  " Il giorno che cambiò la mia vita", " La portinaia Apollonia"...Jarek capirà da adulto...

Copertina

Jarek

La mamma e la bambina





All'interno del libro troverete una bellissima poesia di Pavel Friedman " La farfalla". 



Resto sempre sul tema della memoria, ma queste sono le memorie di una dolcissima e speciale lavagna, Eugenia, che racconterà la sua e le storie di tanti, diversi bambini che diventeranno grandi...Veramente bello! 


Infine chiudo per le Rime....con le Rime!!!!


Di Janna Carioli, con le magnifiche illustrazioni della bravissima Sonia MariaLuce Possentini






Formule magiche per scacciare la Rabbia!

venerdì 10 gennaio 2014

Bibliopiccola....

Mi piacerebbe fare una piccola rassegna di libri che sto leggendo e ho letto in classe ai miei bambini...Libri che loro hanno amato tantissimo e che hanno anche acquistato.
Io sono fortunata come maestra, perché siamo in cinquantadue a credere quanto sia bello e inalienabile leggere. Leggere per piacere, leggere per conoscere, leggere per prendere in mano un libro profumato e annusarlo, leggere o sfogliare le pagine senza vederle, ma guardandole come se si scoprisse la carta stampata per la prima volta. Sì, siamo in cinquantadue ad amare i libri: i nostri speciali e magnifici bambini di seconda elementare che sono quarantotto e le mie fantastiche e per me insostituibili colleghe...Lorena, Carmelina ed Elena...
A chi legge questo blog, dedico una piccola carrellata di titoli letti con i nostri piccoli poeti!


Le abbiamo lette quasi tutte per gioco e per lezione...Ci ho legato quasi tutto il ripasso ortografico e ci siamo divertiti a scriverne noi alcune con la tecnica del "ricalco", cambiando le parole chiave! 
I disegni sono stupendi...
Lui e io ci siamo innamorati un pomeriggio a Cartamarea...è stato un colpo di fulmine.
Sempre presente nella borsa del "dottore".


Consigliato da Lorenza che non sbaglia mai...
Letto in classe tra mille risate e suoni di meraviglia.



Pillole di divertimento dopo il lavoro o per iniziare la giornata


Anche se il Natale è passato...è un classico intramontabile e posso assicurare che i bambini ne sono rapiti...Almeno i miei 48!
ù



Che meraviglia coccolare i vostri bambini con una lettura come questa: 
"Bocca di sonno cullata dal latte
Miele di sole sugli occhi di notte
Sogni di pane tra morbide fette
Sveglia sorriso sul tè delle sette
Voce mi sveglia, mamma mi chiama
Luce mi spoglia, mi toglie il pigiama
Per uno stupido latte e un dolcetto
Lascio il mio regno di sogno nel letto."

Grazie...




Sto per portarlo a scuola...la memoria passa attraverso il racconto...umano! Una volta era così, mi dispiace parlare per luoghi comuni, ma prima nessuno mai avrebbe pensato di spiegare il reale, passato e presente, ai nostri "uomini che verranno" attraverso i media...Abbiamo delegato troppo!!! Riprendiamoci il tempo e le parole!

Questo lo adoro e lo adorano anche i bambini...Per adulti che hanno sufficiente capacità di messa in discussione e ironia da vendere!!!

Per il momento termino qui...devo scappare dai miei bambini...Ho un bel po' di quaderni che mi attendono...Ma la lista continua...







 "Giornata della Memoria". 



giovedì 19 dicembre 2013

Sempre più convinta...

Se sei convinto di fare scuola in un certo modo, devi armarti di tanto coraggio e portare avanti la tua idea di bellezza...
Io lo sto facendo e mi rendo conto che nelle nostre classi la fretta tiranneggia poco.
A volte qualcuno che non è maestro può pensare che si stia perdendo tempo, ed è quello che la scuola deve saper fare: " perdere" tempo per abbracciare le cose importanti.
Vorrei dire poco, solo amarezza perché Gianfranco Zavalloni non è più tra noi e sarebbe stato un faro per le generazioni di insegnanti che si trovano a fare i conti con il tempo, con la fretta, con i programmi, con l'ansia del quaderno perfetto e pieno di parole...
Parole che spesso restano semplicemente chiuse tra i binari di un foglio di classi prime, seconde, terze, quarte e quinte...
Invece le parole devono anche volare, sì proprio così! Volare e liberarsi nelle classi e fuori di esse, dopo letture di storie, dopo l'ascolto di canzoni, all'inizio di una mattinata grigia...
Le parole fanno bene e quando i bambini sanno che possono averne di buone, qualunque sia la quantità, qualunque sia la forma...si sta camminando verso la conoscenza. 
Io ho due edizioni della Pedagogia, questa e l'altra che è un'edizione ampliata, comperata lo scorso anno.
Molte di voi hanno già letto il libro, ma lo consiglio lo stesso, perché non è solo un libro per "addetti ai lavori", ma una riflessione globale sugli aspetti molteplici dell'essere umano e su quanto il rispetto venga davvero sottovalutato nella nostra epoca.
Sempre di più...
Per questo io  leggo spesso " la pedagogia..." , per riflettere sui miei errori e per non smettere mai di rallentare...né di ascoltare!
Approfitto di questo momento per ringraziare Alice che ci ha regalato una sua poesia sul Natale e mi ha fatto ripensare alla nostra lumaca che lascia la scia...una scia di bellezza!

sabato 14 dicembre 2013

Mi scappa mi scappa mi scappa una storia!!!!

Ciao a tutte...
So che mi date per dispersa, ma sto vivendo un intenso periodo di lavoro e sto cercando di scrivere, in più leggo, anche se in maniera meno continua...
Io lavoro con le parole e con le emozioni, le mie e quelle dei bambini, ma anche quelle delle colleghe con le quali tutti i giorni condivido delle meravigliose giornate di lavoro. A volte queste parole vanno via così velocemente che a fine giornata mi mancano e non riesco a parlare dei miei amati libri!!!
Però ci sono e spero voi guardiate ogni tanto quello che scrivo!
Da molto tempo vorrei parlare di un'autrice di Cesenatico che per me rappresenta una delle tante, piccole e luminose stelle del mio cambiamento di vita, di città, di lavoro...
Lei, sin dal primo mio anno qui, nel 2007, mi ha accolta con un sorriso e mi ha guidata nel mondo della letteratura per l'infanzia. Non solo come autrice, ma anche come narratrice e lettrice, un'altra magnifica presenza che lavora con emozioni e parole.
Tutte voi la conoscete, è Elisa Mazzoli, la nostra cara Elisa che col suo progetto Brio, con le sue storie, con le sue magiche narrazioni per le strade e nei luoghi preziosi del nostro paese - gioiello, si prende cura delle nostre conoscenze letterarie e ci permette di condividere tanta letteratura con i nostri bambini. 
Oggi parlo di due suoi libri, ma ELisa ha scritto e scrive tanto...Mio nipote Matteo che ha un anno e mezzo è già un grande ascoltatore di storie e tra le sue preferite ci sono quelle di Elisa Mazzoli!
Il primo libro del quale voglio parlarvi è "Mi scappa una storia", l'ho scoperto quest'anno in libreria e l'ho portato a scuola a Settembre nelle mie classi seconde...
Non ho ancora finito di leggere tutte le storie, perchè vorrei portarlo con noi tutto l'anno, ma è inutile dire quanto siano "impazziti" di gioia i miei alunni non appena l'hanno scoperto. In molti, infatti, sono corsi in libreria per prenderne una copia. 
Il libro affronta delicatamente molte tematiche care a tutti noi (Spero!), c'è una lettura del reale e delle sue criticità attraverso personaggi legati al mondo dell'infanzia e c'è, cosa fondamentale, sempre la chiave giusta per superare problemi e difficoltà. Questo è un libro specchio, nel quale i bambini possono rispecchiare le proprie ansie, le proprie paure, i propri momenti di rabbia, i litigi con gli amici...il dolore per una perdita, è un libro che parla anche di questo, del vuoto lasciato da chi non c'è più e riesce a farlo nel modo più delicato che io abbia mai letto. 
"Mi scappa una storia" è anche un libro "faro" per noi adulti, che guarda verso i nostri bambini e legge le loro emozioni. Il libro contiene un CD con le sei storie raccontate da ELisa, sette canzoni, una per ogni storia più quella pazza e bellissima introduttiva "Mi scappa una storia" e sette basi musicali...
Ho un alunno molto speciale che si è innamorato della canzone di Mucca Marina e vi giuro che me la chiede tutti i giorni...Io ho la mia borsa da "dottore" con le  magiche "pastiglie-letture"e quando tiro fuori il CD  lo rendo davvero felice!
Anche mia sorella che abita a duecento chilometri da qui ogni tanto, quando mi chiama al telefono, esordisce : - Sei pronta! Sei pronto! Sei pronta! - 
La magia di Elisa...e nel caso delle musiche di Silvio Bertozzi...e nel caso delle illustrazioni di Francesca Assirelli. 




Un'altra sorpresa di Elisa è stata  "Noi"..., un libro che racconta la diversità dal punto di vista di un bambino, Filippo, che percorrerà la strada della conoscenza del suo strano, brutto, goffo compagno Occhione, per caso, per una coincidenza che vede le  mamme dei rispettivi bambini costrette a portarli a scuola durante una riunione con le insegnanti. Filippo dapprima è spaventato, si identifica ancora con il suo gruppo di compagni di classe, siamo in una scuola primaria, che deride e ha paura del compagno diverso, che, non solo si differenzia nell'aspetto fisico, ma ha anche negli atteggiamenti ritenuti bizzarri. 
Occhione compie gesti che sembrano strani, il primo tra tutti è stare solo, non avere un NOI, un gruppo intorno a sé, sicuramente non per sua scelta. Occhione cerca nella terra, scava, ha sempre le mani sporche, non fa gli stessi giochi che fanno gli altri, non corre, cammina a piccoli passi, non sa le cose che sanno gli altri, i NOI, e a scuola prende brutti voti. Occhione non è il modello vincente sul quale devono formarsi i nostri figli sin dalla nascita, Occhione è diverso e nessuno vuole stare con lui.
Così Filippo quel giorno si avvicina e scopre Occhione, scopre che lui sa tante cose, scopre che può insegnarli tante cose, scopre che lui ha il suo stesso nome e una voce sottile che dice tutto, scopre che lentamente il tempo scorrerà e che Filippo, è il nome di Occhione perché Occhione è solamente l'etichetta che gli hanno dato i compagni di scuola, potrà insegnargli i nomi delle stelle, ma ci vorrà tempo, il tempo per Noi. 
Io mi sono commossa quando ho ascoltato la lettura di Elisa al progetto Brio e non ero l'unica, il libro è qui con me, autografato dalla mia amica autrice e spesso lo rileggo e guardo le bellissime illustrazioni di Sonia MariaLuce Possentini. 
Penso alle emozioni dei bambini con disabilità, al loro mondo interiore e vedo...vedo, perché io sono una maestra e vivo accanto ai bambini, tanti, diversi, meravigliosi bambini...
Vedo quanto sia difficile  avvicinare e farsi avvicinare dai coetanei, perché i bambini, i ragazzi, sono proiettati su loro stessi e non hanno il tempo per abbracciare esistenze diverse, non hanno il tempo per rallentare, fermarsi, soffermarsi...
Per questo dobbiamo essere noi adulti a raccogliere la sfida, a credere quanto sia speciale e quanto arricchisca la diversità, non solo quando questa è disabilità, ma anche quando questa è diversità sotto tutti gli aspetti: da quelli culturali a quelli emozionali. 
Questo è un libro luce, andrebbe letto più volte quando scende la notte e Noi adulti dimentichiamo le cose importanti, andrebbe letto quando tutto si muove velocemente e i nostri "uomini che verranno" non hanno il tempo per guardare la vita, l'altro e loro stessi e i molteplici e meravigliosi mondi umani che abitano la terra. 



giovedì 3 ottobre 2013

Vai Achille!!!!

Sono troppo orgogliosa di condividere con voi il successo di una persona a me tanto cara, il nostro sognatore...che è Artista.
Ivan, il fratello di Francesco, ha vinto un concorso indetto dalla Canon partecipando con il suo cortometraggio più bello...
Io amo il cinema e lui per me è nel Cinema!

Bravo Ivan!!!!

Questo progetto è germogliato a Cesenatico, sul balcone di casa nostra, tra tramonti, mattine e serate!


Guardatelo....
http://vimeo.com/channels/canonitalia


AL TERAMANO IVAN D'ANTONIO IL PREMIO 

NAZIONALE DELLA CANON: MIGLIOR VIDEOMAKER

MONTORIESE, 29 ANNI, REGISTA E MUSICISTA, HA VINTO IL CONCORSO "CANON LA GRANDE OCCASIONE"
Immagine Anteprima
di Paola Peluso
Al talento montoriese Ivan D’Antonio, 29 anni, pittore, scultore, musicista, regista, avevamo dedicato a novembre 2012 uno speciale sul nostro mensile “Per Te”. Pochi mesi dopo torniamo, con piacere, a parlare di Ivan: è lui, montoriese doc, ad aver portato Teramo al primo posto assoluto nel concorso nazionale Canon La Grande Occasione. Un concorso prestigioso per chi, come Ivan, lavora con le emozioni usando le immagini. Il cortometraggio “La buona occasione” si è classificato in cima alla lista e Ivan D’Antonio si piazza tra i migliori video maker italiani. Il concorso bandito dalla Canon ha permesso ai migliori videomaker di tutta Italia di ottenere in prestito e girare una clip (massimo 7 minuti) con la Canon EOS C100 o C300: ha riscosso un grande successo e l'iniziativa è stata caratterizzata da una grande varietà e qualità di filmati ammessi alla fase finale. Il corto di Ivan D’Antonio, girato a Teramo su un mezzo pubblico, tra viale Crispi, via Pannella ed altri scorci cittadini, è stato valutato il migliore: Ivan si è aggiudicato, così, il primo premio ossia un kit di ottiche CN-E85mm T1.3 L F; CN-E50mm T1.3 L F; CN-E24mm T1.5 L F. Alle spalle del registra montoriese si sono piazzati Stefano Giovannini (con “Basta con la luna”) e Davide Abate (con “Nowhere”). Il protagonista del corto “La buona occasione” è Achille, un ragazzo sulla trentina che, nonostante il periodo di crisi in cui chi ha un lavoro se lo tiene stretto, decide di lasciare il suo impiego per dare una svolta alla sua vita ormai scandita da una triste routine. Sale a bordo di un autobus di linea, di quelli che vediamo e usiamo quotidianamente tutti noi, ed è qui che, coccolato dagli assidui pendolari diventati ormai amici, trasforma la sua scelta nel cambio di rotta al destino di qualcun altro. Da vedere. La Canon l’ha già premiato. Un talento teramano che cresce. Premio dopo premio. Occasione dopo occasione...

03 ottobre 2013


Petit(e) mais Grande!

Questo è stato un colpo di fulmine.
Estate.
Sono passata in libreria a Cesenatico, Cartamarea...il nome ti coccola già, entri e poi ti perdi nella bellezza dei colori della carta stampata e non solo, la marea delle parole ti porta lontano.
Sono entrata e dopo aver salutato Francesca, ho girato gli occhi verso la vetrina...
"Maestrapiccola", l'ho preso, l'ho sfogliato e l'ho scelto.

Letto subito, sempre al mare, veramente cullata dal vociare delle persone che da sempre mi aiuta a concentrarmi sulle cose...
Allora...dalle maree, dai colori della carta stampata, dal vociare della gente al mare... vorrei consigliarlo a tutti gli adulti!
Sono frammenti di vita vissuta da una maestra di Bologna che ha uno splendido blog omonimo e che ci regala un anno di scuola visto con gli occhi dei bambini...
Da Settembre alle vacanze, pagine e pagine sulle quali gli adulti dovrebbero proprio riflettere, ma non come educatori o genitori, piuttosto come abitanti del mondo, cittadini, custodi degli uomini che verranno...
Questo è un libro che parla...
Un libro da tenere sempre vicino al proprio letto, quelli da riflessione serale, quando tutte le cose che hai detto e non avresti né voluto, né dovuto dire ti presentano il conto, quando uno spaccato di vita reale, può diventare una voce universale.
Grazie maestra piccola