mercoledì 1 maggio 2013

" la scrittura è il luogo in cui mi sono innamorato di lei..."

Inauguro il mio blog con l'immagine di copertina del libro della Nothomb dal quale prende nome questo spazio dedicato alla parola. Ogni volta che riuscirò a dare forma scritta ai miei pensieri sui libri, lo farò proprio qui. Tutto ciò per me rappresenterà la vittoria di chi non possiede il dono della sintesi, se non attraverso la scrittura. 
Amélie, mon amour, l'ho conosciuta sette anni fa, un mio collega, fine lettore, misantropo oltre la definizione stessa del termine, appassionato di musica, mi aprì le porte su questa eccezionale ed elegante scrittrice contemporanea. Da quel momento non ho più smesso di leggerla e rileggerla, lei non è solo una scrittrice, ma è un'eterna innamorata della parola, riesce a dare a quest'ultima una vita propria. La parola in Amélie è azione e rende il lettore attivo nella ricerca della parola stessa. Lei non è un'autrice per un lettore distratto, impone la calma, la lentezza, la ricerca, lei prende il tuo tempo mentale ed emotivo e per questo, dopo averla amata la prima volta che la leggi, attendi trepidante che torni a inondarti di parole. Non è questo il primo libro che ho letto, la mia passione è nata con "Biografia della fame", ma ci sarà tempo per parlarne...
Rondine è la vittima di un serial killer dalle tante identità, di un uomo che da un momento all'altro decide di strapparsi metaforicamente il cuore, di uccidere tutti i suoi sensi per non soffrire, non provare il dolore di chi ha avuto una delusione amorosa. Il racconto del nostro uomo che subisce una metamorfosi sensoriale è scritto in prima persona, come un diario, che via via, ci svela un finale che di sicuro lascia sorpresi. Il diario di Rondine, in sé semplice oggetto che sembra non avere alcuna importanza, costituisce in realtà il sacro contenitore di una parola che non si può svelare...
I curiosi pagheranno con la vita!